30 di divisione, la caduta del muro di Berlino

“Il Muro di Berlino era paura e guerra. Quando cadde fu il giorno più felice”

Wolfgang Schäuble

30 anni fa era una un mostro di cemento, una realtà, di quelle che non si vorrebbero ricordare. Oggi è un simbolo.

Il Muro di Berlino, la fortificazione costruita dal governo della Germania Est per impedire la libera circolazione delle persone tra il territorio della Germania Est e Berlino Ovest. È stato considerato il simbolo del conflitto della guerra fredda, la linea di confine in europa tra le zone controllate da U.S.A. e quelle dei sovietici.

Il muro, che circondava Berlino Ovest, ha diviso in due la città e le famiglie per 28 anni, dal 13 agosto del 1961 fino al 9 novembre 1989, giorno in cui il governo si vide costretto a decretare la riapertura delle frontiere con la repubblica federale. 

Tra “le due Berlino” la frontiera era fortificata militarmente da due muri paralleli di cemento armato, separati dalla cosiddetta “striscia della morte”. Durante questi anni, furono uccise dalla polizia di frontiera almeno 133 persone mentre cercavano di superare il muro.

Il 9 novembre 1989, dopo diverse settimane di disordini pubblici, il governo della Germania Est annunciò che le visite in Germania e Berlino Ovest sarebbero state permesse; dopo questo annuncio molti cittadini scavalcarono il muro per raggiungere gli abitanti della Germania Ovest dall’altro lato in un’atmosfera festosa. Durante le settimane successive piccole parti del muro furono demolite e portate via dalla folla e dai cercatori di souvenir; in seguito fu usata attrezzatura industriale per abbattere quasi tutto quello che era rimasto.

Ancora oggi, le poche parti rimaste del muro, insieme ad altri importanti simboli, (uno tra tanti la statua di Conrad Schumann e del suo famoso salto) servono a ricordare il male che portò con sé la guerra fredda. Attualmente sono divenuti il simbolo del cambiamento avvenuto, i pezzi del muro ancora in piedi sono arricchiti con simboli di fratellanza e disegni di pace, essi fanno da vessillo per ricordare ciò che mai più deve accadere.

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